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12/01/2026
Informazioni sulla cerimonia

Celebrazione del Santo Rosario


Data e Ora: 13/01/2026 ore 19:30

Carbonera (TV )

Luogo: Chiesa Parrocchiale di Vascon

Indirizzo: Via A. Diaz ,3 - 31050 Vascon di Carbonera TV


Celebrazione del Funerale


Data e Ora: 14/01/2026 ore 10:00

Carbonera (TV )

Luogo: Chiesa Parrocchiale di Vascon

Indirizzo: Via A. Diaz ,3 - 31050 Vascon di Carbonera TV

Servizio di Cremazione
Dove riposa
Luogo: Carbonera (TV ) - Cimitero di Vascon - Via Armando Diaz, 11 - 31050 Vascon di Carbonera (TV)
Clicca il pulsante qui sotto per visualizzare sulla mappa il luogo dove riposa Paola Cuzzato Rottin.
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Album della Vita Foto
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Ringraziamenti

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Pensieri di Ricordo (6)
Sovramonte, 12/01/2026 18:04

12/01/2026 ore 18:04

Cara Paola, Ero una bambina quando avete iniziato a frequentare Servo e i momenti di condivisione sono stati tantissimi! Essere amici di famiglia significa aver condiviso un percorso di vita, esserci stati nei momenti belli ed in quelli più difficili. Questo sei stata tu! Sei stata presenza, discreta, gentile, una persona squisita con cui era un piacere trascorrere del tempo. Ti ho conosciuto anche come una donna forte, che ha saputo attraversare i vari momenti della vita sempre con ottimismo, pronta all' azione. La tua indole dolce si è accentuata con l'arrivo di Sandro, tanto desiderato ed atteso, che ha riempito le tue giornate di gioia e amore. Insieme al caro Nino, siete stati per me l' esempio della coppia unita: mi avete insegnato il senso della parola "insieme", la forza che ne deriva. Anche se la malattia ti ha rubato i ricordi, non è riuscita a prendersi l' amore: quello dei tuoi cari lo hai sempre sentito e il tuo sei riuscita a farcelo sentire con tutta la sua forza in ogni tuo piccolo gesto, un abbraccio, un sorriso. È stato un privilegio conoscerti, grazie per essere stata parte della mia vita e per abitare, oggi e sempre, nei miei ricordi più belli. Con immenso affetto

Scritto da: Manuela Micheli

Vascon Di Carbonera, 12/01/2026 15:36

12/01/2026 ore 15:36

A nome mio personale e di tutto il Gruppo Ricreativo Culturale 86 di Vascon , esprimo le più sincere e sentite condoglianze per la scomparsa dell'amica Paola, una persona speciale con la quale abbiamo condiviso molti momenti di festa nel percorso della nostra associazione. Organizzatrice scrupolosa e attenta, il Suo modo di fare ci sia di insegnamento per il proseguo delle nostre attività. Riposa in pace.

Scritto da: Barbon Enzo

Trieste, 12/01/2026 15:11

12/01/2026 ore 15:11

Alla cara Paola con la quale ho condiviso esperienze e ideali giovanili, un ricordo commosso. Alla famiglia tutta e a Maria Teresa in particolare un abbraccio forte e sincero

Scritto da: Gilda Schileo

Carbonera , 12/01/2026 14:36

12/01/2026 ore 14:36

Un'altra buona stella si aggiunge ad illuminare il cielo. Fai buon viaggio Paola. Un abbraccio forte a tutti voi Moreno Martina e Lorenzo con famiglie.

Scritto da: Rottin Moreno Martina e Lorenzo

Maserada sul Piave, 12/01/2026 12:35

12/01/2026 ore 12:35

Cara Paola, la Tua memoria resterà per sempre nei miei ricordi più spensierati di gioventù. Ti voglio ringraziare per averci dato Tuo figlio Sandro, che è sempre stato un punto di riferimento per tutti noi, amici degli Scout, e sicuramente lo stesso vale per gli amici di Vascon: un ragazzo buono e generoso, sempre pronto con un sorriso e con la capacità di far sentire ogni persona speciale. Questo non è un caso, ma il frutto dell’educazione all’amore e al rispetto che voi genitori gli avete saputo dare. Ti ringrazio anche per avermi aperto le porte di casa Tua quando ero ragazzo, facendomi sentire sempre un ospite importante e, al tempo stesso, parlandomi con affetto come a un figlio. Ricordo le Tue raccomandazioni di prudenza e buon senso ogni volta che noi ragazzi ci lanciavamo in qualche stravagante impresa... Quanti bei ricordi! Ciao Paola, buon viaggio.

Scritto da: Roberto Piccoli

Volpago, 12/01/2026 10:42

12/01/2026 ore 10:42

Maria Teresa Roda 2600 amici In breve Precedentemente dirigente presso MiUR Ha lavorato presso Movimento cooperazione educativa Ha lavorato presso Miur Ha studiato presso laurea in Pedagogia/filosofia Ha frequentato Magistrali Duca degli Abruzzi Treviso Vive a Volpago del Montello Di Volpago del Montello Foto Amici 2600 amici Genesio Paganini Michi Del Prà Garbat Duccio Giuseppe Durante Giorgio Begliorgio Lorenza Gatti Sabi Na Ilaria Belli Valter Mestriner Privacy · Condizioni · Pubblicità · Scegli tu! · Cookie · Post Post fissato Maria Teresa Roda 5 giugno 2025 · Condiviso con Tutti Pensando ad Anna Maria Tamburini Mitri Certo che mi mancherai 5 giugno 2025 Incontrare Anna Maria era come bagnarsi in acque limpide perché questa era la sensazione che arrivava dai suoi occhi azzurri mobili, mediterranei, sorridenti e liquidi di trasparenza.… Altro... Letizia Soriano Che racconto Appassionato! Bellissimo, grazie 31 sett Rispondi Altri post Maria Teresa Roda 4 h · Condiviso con Tutti A PAOLA AMICA E COLLEGA ALLA MEDIA DI NERVESA Quando un’amica se ne va è come se furtivamente qualcuno si introducesse in casa e si appropriasse di qualcosa di prezioso. In fin dei conti, cos’è la nostra vita se non un’immensa casa le cui stanze hanno ospitato centinaia di persone. Alcune sono solo entrate ed uscite, altre hanno soggiornato e condiviso pane e companatico. Che cosa ha più valore delle relazioni amicali, fiducioso rapporto al quale ci si può affidare in momenti di difficoltà o semplicemente per vivere delle esperienze comuni. Rimangono ancorate a comporre il nostro io quelle che affondano radici anche valoriali su terreni comuni traendo da essi nutrimento e ragioni di senso del vivere. Con Paola (Cuzzato-Rottin) siamo state, anche se non per molto, colleghe alla scuola secondaria di primo grado di Nervesa della Battaglia. (Treviso) Anni’80. Una scuola voluta da genitori operai, figure dalle mani ancora callose che avevano da poco lasciato la terra e seguito l’industrializzazione sorta dai precedenti semi artigianali del tessile e calzaturiero. Si è messo in moto allora per il tempo pieno anche un Preside (allora ancora non c’erano i Dirigenti scolastici) che vide una grossa opportunità da poter offrire al paese; un tempo pieno fatto a regola d’arte, con la palestra con la mensa, con un comitato di gestione. Tutto si mise poco a poco in marcia con gesti e scelte anche semplici legati al quotidiano. Se era necessario, nessuna meraviglia che qualche sacco di patate lo andasse a prendere il preside Danilo Riedi. Il bicchiere di vino non mancava mai pane e formaggio neppure ma nemmeno lo spirito che animava quella comunità. Le difficoltà non sono mancate; non c’erano all’inizio ricette pedagogiche per stare 40 ore a scuola e i modelli precedenti erano quelli della scuola del latino. Una classe docente che si sentiva catapultata nel vuoto. Pochi o niente compiti a casa. C’era da fare una capriola e non tutti erano allenati. Il tempo pieno necessitava di regole normative (art. 3 sulle sperimentazioni ) che ne riconoscessero la sperimentalità, l’eccezionalità. Avevamo un bel predicare che in assenza di questa opportunità ragazze e ragazzi avrebbero avuto a casa come maestra la Tv. Ma i tempi pieni furono più che dimezzati. Rimase il tempo prolungato. Alla scuola di Nervesa non mancò il coraggio e, come se ci fosse un pifferaio magico uno alla volta arrivò un gruppo di giovani docenti con grande voglia di cambiamento. Paola era già presente in questa fase cruciale in cui chi, come lei era docente di educazione tecnica aveva visto superata l’opzione tra il latino e l’economia domestica per le ragazze; era il 1977. Fu una piccola rivoluzione dentro alla rivoluzione del tempo pieno ed una rivoluzione di genere. Le classi non furono più divise, per quelle due ore, maschi/femmine. Non c’era certo bisogno di discutere o ricordare questi cambiamenti normativi appena formalizzati: per Paola eravamo comunque sempre in ritardo, meglio, noi avevamo il passo giusto ma l’istituzione non ci seguiva e la formazione ce la dovevamo fabbricare noi perché era un bisogno spontaneo ed impellente. Qualcun* frequentava il Movimento di cooperazione educativa, qualcun* il più giovane Cidi ma Paola non era una che si accontentasse di una o dell’altra casa o delle conquiste raggiunte. Bisognava agire sul disciplinare senza intendere la disciplina in senso stretto ma come un campo di saperi e poi era necessario affrontare il nodo del come fabbricare le conoscenze nelle teste dei nostri alunni ed alunne, ciascuno aveva qualcosa da darci e da dirci. Bel dilemma scavalcare la frontalità: io te la racconto e tu apprendi. E su questo Paola poteva intrattenersi ore sia a preparare la sua lezione sia a dimostrare che non c’erano molte alternative alla lavagna che una specie di bidello fantasma cancellava anche se tu l’avevi riempita fino ai bordi di legno ed addirittura scrivendoci sopra come capitava di fare anche a me . La “metacognizione”; cominciarono a circolare queste parole come fossero quelle scatole degli attrezzi che falegnami e idraulici portano con sé. Così Paola ed un gruppo che si formò con lei ed attorno a lei introdussero una formazione basata sul metodo Feuerstein basato sull’imparare ad imparare, sulla consapevolezza di come si arriva a dominare un contenuto. Una bella scommessa; ma Paola non ha mai desistito anzi, il problema semmai era diffondere la conoscenza di questa metodologia che pochi dominavano. Fu un crogiolo di dibattiti, di consigli di classe animati, di appartenenze a gruppi e scuole di pensiero non sempre affini. Alla fine, dopo accese discussioni ci lasciavamo sempre con l’idea di provare e verificare se i risultati in classe potessero essere davvero diversi. Paola era in questo procedere di una pignoleria cesellata, ogni pinolo incastrato nella sua pigna non per schematismo ma per naturalezza delle cose, le apparteneva, ne faceva parte e basta . A me che venivo dal Movimento di Cooperazione educativa che a volte poteva apparire, tra i vari pregiudizi e pareri avversari, fatto da chi rincorre le farfalle rimane la gratitudine di aver rincorso il serio lavoro sulla testualità del Movimento ma anche Paola che è diventata oltre che persona cara , amica che mi ha permesso di far sintesi di pensieri pedagogici differenti. Un abbraccio a te Paola e tutta la tua famiglia.

Scritto da: Maria Teresa Roda

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